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Anno 1970

Etichetta RCA

 

 

 

 

 

Tracklist:
1Prologo 2Incubi  3Visioni dell'aldilà  4Riflessioni 5Una pietra colorata

 

 

Line Up:

Billy Gray (chitarra) Arvid Andersen (basso, voci) Pino Sinnone (batteria) 

Joe Vescovi (organo e voci)

 

 

 

 

 

THE TRIP - MUSICA IMPRESSIONISTICA

Un album che mostra alcuni difetti e vistosissimi pregi.

Ad uno primo ascolto ci si rende conto di trovarsi di fronte a qualcosa di inevitabilmente "datato". 

Il lato negativo del lavoro sta tutto nelle parti vocali: Vescovi e Andersen non hanno ancora trovato il giusto composto che faccia da collante tra il canto e la linea strumentale; il risultato è l' imbarazzante ingenuità di fondo (mal)celata nelle linee melodiche della voce e (soprattutto) dei cori.

Detto questo, si può affermare che "The Trip - Musica Impressionistica" è l' album più importante a marchio Trip per almeno un buon motivo: è una clamorosa pietra miliare nell' ambito del progressive, quello più radicalmente underground e non solo. E' il chiaro simbolo di rottura (cosa stupefacente per una band agli esordi) con i dettami del mercato e del consumo di massa.

Simbolo di ciò è la compattezza del sound e le scelte stilistiche optate da Vescovi e compagni nella realizzazione delle tracce, che riguardo l' impatto strumentale sono quanto di più prezioso sia mai apparso nel mercato discografico del bel paese.

I brani sono tutti di media lunghezza ed hanno il preciso scopo di avvolgere l' ascoltatore con atmosfere sonore vive ed armoniose che anche nei momenti più riflessivi non risultano melense o "annacquate".

E' dato ampio spazio ad effetti sonori (fiore all' occhiello di questo lavoro) non elaborati ma davvero ingegnosi e curati, che tra acidi R&B e spumeggianti a soli d' organo si insinuano nella mente dell' ascoltare inebriandolo di fumi e profumi "vintages".

 

La band tiene a precisare (sul retro copertina dell' LP) che

"TUTTI GLI EFFETTI SPECIALI SONO STATI REALIZZATI ESCLUSIVAMENTE CON QUATTRO NORMALI STRUMENTI QUALI ORGANO, BASSO, BATTERIA E CHITARRA"

Nonostante ciò il risultato "fonico" è in grado di sorprendere, provare e poi credere.

 

Quest' album, messi da conto i difetti gia citati in apertura, è sicuramente un "gioiellino" che va ad impreziosire la collezione dell' ascoltatore della musica underground di qualsiasi generazione.

 

Ferdinando Santonicola


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